Mondiali al via: la vigilia dell'Italia Team

03 Agosto 2017

Il presidente FIDAL Alfio Giomi e il DT Elio Locatelli presentano la squadra azzurra a meno di 24 ore dal via della rassegna iridata. Le aspettative degli azzurri Magnani, Ojiaku e Pedroso.

Mancano meno di 24 ore all'inizio dei Campionati del Mondo di Londra. In attesa della prima gara della rassegna iridata - venerdì 4 agosto alle ore 20 in Italia - oggi il presidente FIDAL Alfio Giomi e il Direttore Tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli hanno incontrato la stampa a Casa Atletica Italiana affiancati dagli azzurri Margherita Magnani (1500m), Kevin Ojiaku (salto in lungo) e Yadis Pedroso (400hs). Per l'Ambasciata d'Italia a Londra è intervenuto in apertura il Vice Capo Missione Ministro Vincenzo Celeste che ha dato il benvenuto alla squadra azzurra: "E' un onore per me accogliere gli azzurri. Mi complimento per l'alto standard di organizzazione espresso anche qui a Casa Atletica Italiana. Uno sportivo in bocca al lupo a tutti per i Mondiali".

"Quest'anno l'attività giovanile, tra Europei U23 e U20, ci ha dato grandi soddisfazioni - le prime parole del presidente Giomi - e questo in prospettiva è molto significativo. Non dobbiamo perdere quello che stiamo costruendo per il futuro, senza smettere di valorizzare al massimo l'esistente. Tre campioni europei di categoria come Chiappinelli, Folorunso e Tortu sono alcuni dei giovani su cui possiamo credere già dal prossimo anno quando si disputeranno gli Europei di Berlino".

"Confidiamo che questo Mondiale ci faccia uscire dalla zona "zero tituli" - il commento del DT Locatelli -. Serve la prestazione quando conta. Dal punto di vista dell'assistenza federale, abbiamo messo gli atleti nella condizione di arrivare in forma a questo appuntamento. Da ottobre imposteremo una nuova fase del lavoro di programmazione. Non basta essere i primi in Europa, bisogna provare a guardare oltre".

"In manifestazioni come queste - continua Giomi - è anche l'atteggiamento che fa la differenza. Bisogna entrare in gara subito, al primo turno e al primo salto. Pensando agli azzurri, un atleta come Tamberi non viene a un Mondiale solo per partecipare. Gimbo è un sportivo straordinario e ha un grande senso della squadra. Dove può arrivare Tamberi in questo momento lo scopriremo in pedana qui a Londra. Anche ragazzi come Tortu non sono qui con lo spirito di fare solo esperienza. Sanno quello che vogliono ed entrare in semifinale nei 200 metri è sicuramente un obiettivo di Filippo. Per il triplista Andrea Dallavalle, dopo il brillante 16,87 che gli è valso l'argento agli Europei U20, Londra sarebbe potuta essere un'esperienza. Dopo il comprensibile entusiasmo iniziale, si è consultato con l'allenatore e la sua famiglia ed ha fatto una scelta intelligente in questo momento della sua giovanissima carriera. A proposito di salto triplo, un saluto va a Fabrizio Donato, la sua è un'assenza pesante.

Anche lui qui non avrebbe fatto solo presenza".

"Quelli di Tamberi - aggiunge Locatelli - sarà una gara non semplice, con tanti atleti sopra i 2,30 a giocarsi le medaglie. Lo stop di Tortu, tra infortunio e maturità, non si può dimenticare, ma il talento e il potenziale del ragazzo sono innegabili. La Palmisano ha vinto con autorevolezza la Coppa Europa e ha alle spalle il quinto posto mondiale di Pechino 2015 e il quarto di Rio 2016. Confidiamo che qui possa marciare da protagonista".

"Rispetto a Pechino 2015 - spiega il presidente federale - è cambiata l'impostazione della Federazione che ha affidato al Direttore Tecnico Locatelli la gestione dell'Alto Livello e a Stefano Baldini il settore giovanile e lo Sviluppo. Lo spirito è sempre stato quello giusto, poi non sempre i risultati sono stati quelli che ci aspettavamo". "Contiamo di recuperare diversi atleti - aggiunge Locatelli - che qui avrebbero potuto far bene: Jacobs, Greco e Donato. Fassinotti sarà in gara alle Universiadi, nella cui squadra si è aggiunto anche Mario Lambrughi sui 400hs, mentre la buona notizia è il ritorno in azzurro a Taipei di Federica Del Buono nei 1500 dopo un test il prossimo 8 agosto a Rieti".

Sull'introduzione last-minute della 50km di marcia femminile nel programma della rassegna iridata, questo il commento del presidente Giomi: "Inserire una gara del genere all'ultimo momento, senza la dovuta programmazione, la trovo una scelta incomprensibile". "Una decisione affrettata", sottolinea Locatelli. 

"Sul discorso maratona siamo stati chiari fin dall'inizio con atleti e allenatori - spiega Locatelli -. La scelta sulle convocazioni è stata di carattere tecnico. La Straneo che era preselezionata ci ha provato fino all'ultimo, ma non è riuscita a recuperare in tempo. Sui 42,195 km a Londra schiereremo il campione europeo Meucci e La Rosa. Guardando al futuro c'è l'intenzione di lavorare su un progetto più a lungo termine che, soprattutto al maschile, possa puntare su un gruppo di giovani".

"Su aspetti come la cultura dell'antidoping - aggiunge Giomi - siamo in una posizione avanzata in Italia. Basti pensare che l'European Athletics agli Europei U20 di Grosseto, nell'ambito delle iniziative legate alla sua campagna "I run clean", ha sposato il progetto di sensibilizzazione per i giovani già in essere da tempo nel nostro Paese".

"Il rapporto con la scuola - conclude il numero 1 della Federatletica - è più di carattere culturale che organizzativo. L'aspetto etico per noi viene prima dei risultati. Un mese fa ho scritto al Ministro Fedeli che, nella sua risposta, ci ha dato atto dei valori importanti espressi dal nostro sport. Per noi la scuola è ancora un vulnus, non siamo il mondo anglosassone, ma combattiamo tutti i giorni con il supporto del CONI per portare avanti questo impegno.

Studio e atletica possono andare avanti di pari passo e con successo: dagli esami di maturità all'università. Anche in questo Pietro Mennea è stato un grande esempio".

Parola agli atleti a partire da Margherita Magnani che domani affronterà la batteria dei 1500: "La mia è stata una preparazione anomala. Ad inizio novembre mi sono dovuta operare al piede e rientrare e arrivare ai Mondiali non era affatto scontato. Ho gareggiato molto e ho cercato ostinatamente lo standard di iscrizione per esserci. I risultati dei giovani dimostrano che l'atletica italiana è viva. Spazio alle nuove leve, ma non dimentichiamo un big come Fabrizio Donato, il nostro capitano e, a mio parere lo sportivo più rappresentativo del panorama italiano".

"Anche io come Margherita - prosegue la primatista nazionale dei 400hs Yadis Pedroso - ho vissuto nel 2016 l'esperienza di un'operazione. Venivo dalla sfortunata caduta in batteria ai Mondiali di Pechino ed ero carichissima per affrontare al massimo la stagione olimpica. Ho dovuto, invece, inseguire a testa bassa Rio 2016, dove con tanto lavoro sono arrivata in semifinale. Nel 2017 sono ripartita al 150% e qui a Londra il mio obiettivo è la finale".

Grande motivazione nelle dichiarazioni del lunghista Kevin Ojiaku, domani il primo azzurro in gara a Londra. "Quando sei in Nazionale devi renderti conto che rappresenti il movimento di un Paese intero: dai giovani ai master. Non dobbiamo sentirci inferiori a nessuno e trovare l'energia per lottare a livello dei più forti".

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